venerdì 21 gennaio 2011

Take care of yourself !

Oggi giornata restauro buahahah :)
Ultimamente mi sto un po' trascurando e questo non va bene!
Quindi oggi interrompo questo circolo vizioso e mi do da fare. Che il restauro abbia inizio!
Per cominciare mi ci vorrebbe un bel impacco per capelli, uno di quelli home made. Penso che opterò per qualcosa a base di olio di oliva, olio di mandorle e miele per nutrire a fondo i capelli e renderli belli lucenti. Poi visto che bisognerà lavare i capelli (e procederò di consueto con due shampoo e un balsamo), mi concederò anche uno scrub corpo per eliminare le cellule morte e levigare la pelle.
Una bella manicure e pedicure non me la toglie nessuno, soprattutto la manicure visto che magari togliendo le pellicine e dando alle mie micro unghie una forma umana, io riesca a risparmiarle, impietosendomi nel vederle piccole ma addobbate a festa, invece di mangiucchiarle in modo compulsivo, in questo periodo di esami, animata da chissà quale forza superiore :P
Vi tengo aggiornate. Stay tuned! :)







This moment



{this moment} - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

martedì 18 gennaio 2011

La torta delle tre esse

Una torta che sa di semplice, di sano e di sole.
In più è una torta adatta a chi abbraccia l'ideologia vegan (è quindi una torta senza derivati animali) ed è adatta anche a chi semplicemente ha un' intolleranza al latte o qualche problema con le uova.
Nonostante manchino questi ingredienti, che "i più" considerano necessari per la buona riuscita di un dolce, posso assicurarvi -provare per credere- che di torte così soffici ne ho mangiate poche.
Vi lascio qui la ricetta con il procedimento e varie foto.
Spero sia di vostro gradimento, e mi raccomando se la provate fatemi sapere le vostre impressioni!

Ingredienti:

300 gr di farina 00
50 gr di maizena
180 gr di zucchero
2 cucchiai di fecola di patate sciolta in 4 cucchiai d'acqua
2 o 3 arance
1 bicchiere di olio di semi di mais
1 bicchiere di succo di frutta all'arancia (è ancora meglio se si riesce a fare un bicchiere di premuta d'arancia)
scorza grattugiata di un'arancia
cioccolata a pezzi (q.b.)
1 bustina di lievito

Procedimento:

Tagliare la cioccolata a pezzi e metterla da parte



Tagliare le arance a pezzi e metterle da parte.
In una scodella abbastanza capiente iniziamo a mescolare la farina con lo zucchero, versiamo pian piano l'olio di semi di mais e giriamo con un cucchiaio di legno per amalgamarlo agli ingredienti secchi.
Aggiungiamo gradatamente a questo composto il succo d'arancia o la premuta, la fecola di patate precedentemente sciolta con acqua.
Aggiungiamo la scorza grattugiata di un'arancia, le arance a pezzi e i pezzi di cioccolata che abbiamo tagliato precedentemente. Come ultimo ingrediente aggiungiamo il lievito.
Dovremmo ottenere un composto morbido come questo:




Oliare e infarinare una teglia da 28 cm di diametro e versare il composto all'interno.
Infornare a 180 °C per 45 minuti.
Otterremo una torta così soffice :)








Gnam e buon appetito! :)

mercoledì 5 gennaio 2011

Vi presento Togo :)


Sei comparso nella mia vita due mesi e mezzo fa, ed eri un mucchietto di ossa, con una testolina piccola piccola, delle orecchie giganti e gli occhietti chiusi e incrostati.



Eri grande quanto il palmo della mia mano e passavi tutta la giornata a dormire, piccolo e indifeso, bisognoso di cure e di tanto amore.
Hai attraversato subito il mio cuore..e lì sei rimasto.



Poi pian piano grazie alle nostre amorevoli cure, alle goccette negli occhi, e all'aerosol (!!!) hai iniziato a stare meglio e pian piano sei cresciuto e sei diventato sempre più batuffoloso!





Come si fa a non innamorarsi di te? Con quel musetto tenero e gli occhietti dolcissimi?






Ti voglio bene piccolo e dolce AMICO MIO !





domenica 2 gennaio 2011

Cosa c'è sul comodino?

Cosa c'è sul vostro comodino adesso?
Mi piacerebbe che questa diventasse un' iniziativa tra blogger, postare una foto del libro che state leggendo o che avete appena finito di leggere accompagnata da una descrizione generale o una semplice impressione personale o un passo o anche una sola frase del libro che vi ha colpito.
Ecco cosa c'è sul mio.









Se niente importa di Jonathan Safran Foer, un libro di circa trecento pagine che ho divorato in pochi giorni e questo perché tratta di un argomento che mi è a cuore, gli animali.
In copertina subito sotto al titolo principale, troviamo come sottotitolo una domanda che viene subito posta al lettore, senza giri di parole e senza orpelli, una domanda apparentemente semplice, come quelle che sono capaci di porre i bambini, ma che chiama a sé mille risposte.
Perché mangiamo gli animali? E sarà proprio questa domanda il filo conduttore di tutto il libro, sarà per trovare una risposta che lo scrittore Jonathan Safran Foer ci condurrà per mano alla scoperta della filiera della carne, dell'allevamento intensivo, rendendoci capaci solo leggendo, di vedere attraverso i suoi occhi quello che lui ha potuto vedere, le barbarie che animali come mucche, polli, tacchini e pesci subiscono quotidianamente per finire nella maggior parte dei piatti.

Questo libro non vuole essere il manifesto vegetariano, l'autore in primis ci tiene a specificarlo (sebbene lui sia vegetariano), ma è un libro da leggere per prendere consapevolezza di ciò che mettiamo nei nostri piatti, serve per rendersi conto che ogni qual volta al supermercato compriamo qualcosa stiamo facendo una scelta, che nel suo piccolo influirà insieme a tutte le altre scelte su quello che sarà la nostra Terra in un futuro prossimo e in un futuro lontano.
La conoscenza acquisita sarà poi utile per decidere consapevolmente cosa mettere ogni giorno nel piatto, in che misura vogliamo fare parte di questo meccanismo che vede tutti coinvolti come consumatori passivi, ma che attivamente con i propri soldi fanno fiorire l'industria della violenza.
Consiglio a tutti di leggere questo libro perché credo debba far parte sicuramente del nostro background culturale, e lo consiglio anche e soprattutto per il bel modo in cui è stato scritto.
Il lettore viene coinvolto in prima persona, pagina dopo pagina in questa esperienza di scoperta che lo porterà a visitare i vari mattatoi e a poter sentire i racconti delle persone che in quei mattatoi ci hanno lavorato.

Riporto uno dei tanti passi che mi ha colpito.

" [...] Molti maiali impazziscono per la reclusione e masticano ossessivamente le sbarre della gabbia, schiacciano di continuo i flaconi dell'acqua o bevono urina. Altri danno prova di comportamenti luttuosi che gli etologi descrivono come <>.
E ora veniamo ai piccoli: la giustificazione delle sofferenze delle madri.
Molti maialini nascono deformi. Le malattie congenite comprendono palato fesso, ermafroditismo, capezzoli invertiti, atresia anale, zampe divaricate, tremori ed ernie. Le ernie inguinali sono così comuni che è normale correggerle per via chirurgica quando vengono castrati. Nelle prime settimane di vita, persino ai maialini privi di questi difetti viene inflitta una raffica di danni fisici. Nell'arco delle prime quarantotto ore subiscono senza anestesia l'amputazione della coda e la troncatura dei <> [...]
Di regola i piccoli sono tenuti al caldo (23-27 gradi) e al buio, per renderli più letargici e meno propensi ad adottare <> come mordersi o succhiarsi a vicenda l'ombelico, la coda o le orecchie per frustrazione. [....] Sempre durante questi primi due giorni, ai maialini nati negli allevamenti intensivi si fa un'iniezione di ferro, perché è assai probabile che la rapida crescita e la riproduzione intensiva cui è sottoposta la madre provochino carenze nel latte. Nell'arco dei primi dieci giorni i maschi vengono castrati di nuovo senza anestesia. Questa volta l'obiettivo è modificare il gusto della carne: al momento i consumatori americani preferiscono la carne di animali castrati. Un piccolo campione di carne potrebbe essere tagliato via dall'orecchio dei maiali per scopi identificativi. Quando arriva il momento di svezzarli, tra il nove e il quindici per cento dei maialini sono morti. Prima i maialini cominciano a nutrirsi di cibo solido, prima raggiungeranno il peso necessario per essere immessi sul mercato (100 - 120 chili). Il <> in questo caso comprende plasma sanguigno secco, uno scarto di lavorazione dei macelli. (Questo cibo fa davvero ingrassare i maialini, ma provoca anche gravi danni alle mucose del tratto intestinale.) [...] "

Aspetto con ansia di sapere cosa c'è sul vostro comodino :)